venerdì 13 ottobre 2017

COME L'OCCIDENTE HA SFRUTTATO LA SUA ENERGIA SESSUALE

tratto da Celebrazioni della Riforma con Vishal Mangalwadi - 3)

Cos'è che ha reso in grado una piccola isola come l'Inghilterra di colonizzare il sub-continente indiano? Intorno agli anni 50 del XX secolo i pensatori indiani giunsero a una stupefacente conclusione: uno dei segreti del successo dell'Occidente era il sesso, l'efficiente imbrigliamento dell'energia sessuale per costruire famiglie stabili.

Permettetemi di spiegarmi.

Anni fa ho avuto modo di insegnare in Giamaica. Appresi allora che in quel paese l'85% dei bambini erano nati da donne che non ne hanno mai sposato i padri. Allora la rivoluzione sessuale americana era appena agli inizi quindi... come è che la Giamaica fosse già così all'avanguardia rispetto alle elite culturali americane?

La rivoluzione sessuale in Giamaica era stata una politica promossa dagli schiavisti inglesi. Nel 1807, William -Wilberforce riuscì nell'impresa di abolire la tratta degli schiavi, cosa che creò un problema ai proprietari di piantagioni inglesi nei Caraibi. I loro affari necessitavano di schiavi.

Non potendone più importare dall'Africa, quei proprietari decisero di produrseli direttamente in casa. Fu così che dissuasero gli schiavi maschi dallo sposarsi. Come stalloni da monta, avrebbero dovuto ingravidare le donne senza però assumersene la responsabilità. Una madre non sposata potrà accudire il neonato per pochi mesi, ma presto si ritroverà nel bisogno di cercarsi un lavoro. E non passerà molto tempo prima di ritrovarsi nuovamente incinta, impossibilitata così a prendersi cura del primo figlio. E un bambino senza una famiglia che si prenda cura di lui non avrà altra alternativa che crescere per diventare uno schiavo.

Saltiamo avanti nel tempo fino al 2008. Un giovane uomo prestante di bell'aspetto ci aveva aiutato a traslocare da Hollywood a Pasadena, in California. Dopo otto ore di duro lavoro, mentre sorseggiavamo una tazza di caffè nella nostra nuova casa, egli si mise a raccontarci della sua vita. A un certo punto sbottò:

- “Odio le donne americane!”- “Perché?” , gli chiesi.- “Oh, ne ho amate parecchie. Ho anche avuto un figlio da tre di loro. Ma ognuna di loro vuole che faccia da baby-sitter tre giorni alla settimana. Ma come faccio a essere impegnato per nove giorni su sette? E tutte e tre pretendono il mantenimento di figli... Quand'anche riuscissi a fare il baby-sitter sette giorni e sette notti alla settimana, non potrei comunque fare quello che mi chiedono. Sto diventando matto, quasi quasi meglio il suicidio... anche se forse con una fidanzata indiana le cose potrebbero andare meglio”.

Per quanto fosse un tipo brillante e simpatico ho dovuto essere franco con lui:

- “Tu hai già condannato tre donne, tre bambini e te stesso alla povertà. Perché non hai potuto amare una sola donna e avere i tre figli da lei? Così voi due insieme vi sareste presi cura di loro, e più avanti, nella vostra vecchiaia, essi si sarebbero presi cura di voi.”

Il giovane uomo mi guardò come se avesse visto un alieno.

“Non mi starai forse proponendo il matrimonio monogamo? Ma quella è un idea bigotta inventata dai preti per impedire alla gente di godersi la vita!”

Per tutta la sua vita a questo mio amico gli è stato insegnato di essere una scimmia. Le scimmie non si sposano, e agiscono appunto da scimmie. Quello era stato il comportamento suo e quello delle sue fidanzate.

La Cristianità Occidentale Pre-Riforma esaltava il celibato e il nubilato a discapito del matrimonio. Essa vedeva il sesso, il matrimonio e la famiglia come concessioni a cristiani di seconda classe. I Riformatori ristabilirono la sacralità del matrimonio e della famiglia e la diffusione della Bibbia rese di questa la definizione standard del matrimonio. I riformatori indiani ben compresero questo segreto del successo dell'Occidente, e pertanto abolirono la poligamia nel 1955.

Il Matrimonio è davvero un'idea divina. Il riformatore tedesco Martin Lutero, sviluppò la peculiare idea biblica del matrimonio in libri come “I Discorsi a Tavola”. Dio Trino creò l'uomo a sua immagine, maschio e femmina, per essere uno, in una esclusiva relazione durevole tutta la vita. I due raffinano ancor più l'immagine di Dio in loro quando hanno un figlio e diventano tre. E nel prendersi cura di quel figlio cominciano così a comprendere il cuore paterno e materno di Dio.

La rivoluzione sessuale disperde l'energia sessuale, ed è la strada verso la schiavitù. Al contrario il matrimonio incanala l'energia sessuale per costruire famiglie forti e formare il carattere. La famiglia biblica costruisce grandi economie e potenti nazioni, ed è il percorso verso il dominio dell'uomo sopra la terra.

Tratto dall'episodio 3 dei primi dieci video per la celebrazione del cinquecentesimo anniversario della Riforma - la scaturigine del moderno miracolo economico.


Vishal Mangalwadi è autore dei libri Il libro che ha costruito il tuo mondo e This Book Changed Everything: The Bible’s Amazing Impact on Our World  

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lunedì 9 ottobre 2017

PERCHÉ LE PERSONE MIGRANO IN OCCIDENTE?

(tratto da Celebrazioni della Riforma con Vishal Mangalwadi )

Sono in tanti a essere attratti dall'Occidente per il suo rispetto delle libertà e dei diritti individuali, per l'uguaglianza di tutti gli uomini. Per i suoi standard di istruzione e assistenza medica, il suo sistema giudiziario che mette la legge al di sopra di chi governa, per le sue opportunità di avanzamento economico, il suo rispetto per la stampa libera, per le sue conquiste scientifiche e l'avanzamento tecnologico.

Ma l'Occidente non è sempre stato così, e tristemente sta di nuovo cambiando davanti ai nostri occhi.Malgrado il loro declino morale, i paesi occidentali sono ancora i meno corrotti e la parte più sviluppata del mondo, nonostante si siano appiccicati ora l'etichetta della “Post-Verità”, a significare che la gente è sempre più disincantata a causa della stagnazione, del debito crescente e dell'insicurezza, per non parlare del declino verso la corruzione.

Ma cosa ha reso l'Occidente moderno una civilizzazione che credeva nella Verità?

Duemila anni fa, un Governatore Romano, Ponzio Pilato è stato capace di dichiarare innocente un personaggio popolare e nonostante questo crocifiggerlo lo stesso. Come ha potuto compiere una tal cosa? Non si rendeva conto che così facendo stava distruggendo la fiducia del popolo nel sistema giudiziario Romano?Ma in quel tempo l'Occidente non era fondato sulla Verità, perché intorno al 300 A.C. il mondo Greco-Romano aveva accettato il pessimismo Buddista/Induista che proclamava che la mente umana non può conoscere la Verità. Per questo la società Greco-Romana edificò la propria cultura non sulla Verità, ma sui miti, sulla magia e il misticismo.

La Verità trasformò l'Occidente pre-moderno in quella che divenne la cultura moderna.

Lasciate che mi spieghi. Negli anni '80 mi trovavo ad Amsterdam, e nel cercare di capire come acquistare i biglietti dal distributore chiesi aiuto a due turisti americani.

“Perché vorreste acquistare dei biglietti?” - risposero - “abbiamo viaggiato in lungo e largo per due giorni senza che mai nessuno venisse a chiederci i biglietti”.Rimasi sbalordito: come ha fatto l'Olanda a creare una società morale dove la città poteva fidarsi dei suoi cittadini? E come mai la nuova generazione rigetta ora quella moralità che ha prodotto le peculiari libertà e la prosperità dell'Occidente?Deciso a indagare la questione ho scoperto che 500 anni fa, l'Occidente Pre-Moderno era tanto corrotto quanto la mia nazione, anzi era la stessa religione ad alimentare la corruzione. L'Occidente cominciò a cambiare a causa di un movimento chiamato “Riforma”. Nel suo libro “From Dawn to Decadence” lo storico Jacques Barzun descrisse la Riforma come la più grande rivoluzione dell'ultimo millennio, la rivoluzione che ha creato il mondo moderno. Tuttavia egli con “rivoluzione” egli intendeva qualcosa di più del semplice rimpiazzo di una autorità umana con una nuova, ma qualcosa che implicasse il rimpiazzo di cattive idee con idee vere che funzionano veramente.

Possiamo conoscere la Verità?

I Riformatori avanzarono l'idea di Verità perché credevano in un Creatore che conosce la Verità e la comunica. In questo seguirono gli insegnamenti della Bibbia che erano stati articolati da Sant'Agostino. Egli insegnava che la mente era il più grande dono di Dio all'umanità, ed era stata creata a immagine di Dio. Dio ci ha fatto i doni della mente e del linguaggio perché Egli desidera insegnarci la Verità proprio come un Padre desidera istruire il proprio figlio. Dio vuole farci usare le nostre menti per scoprire la verità, e il nostro dono del linguaggio per comunicare la verità agli altri. È stata questa esclusiva fede nella capacità umana di apprendere e comunicare la Verità ad aver reso il moderno Occidente una peculiare civiltà, libera, pensante e sviluppata. I monaci buddisti in Cina disponevano di molti libri, ma a un certo punto smisero di leggerli nel momento che compresero dalle loro scritture che le parole non potevano comunicare la verità. Fu così che nella Cina Orientale i monaci riposero i loro sacri libri sui i ripiani e cominciarono a far roteare gli scaffali, e si misero a meditare non sulle parole o le idee, ma su suono prodotto da quel movimento. E malgrado avessero grandi monasteri, la loro pratica arrestò lo sviluppo della vita intellettuale della società. Quei monasteri non crebbero a diventare università, come fecero Oxford, Cambridge e tanti altri monasteri che divennero in seguito università.

Il famoso Osho Rajneesh era stato professore universitario di filosofia, ma a un certo punto abbandonò l'attività intellettuale, divenne un guru e usò la parola stampata più di ogni altro per insegnare che la Verità è Silenzio. Che doveva essere sperimentata in una esperienza non razionale, mistica, ad esempio mettendosi a girare su sé stessi fino a cadere per terra privi di pensieri.

La Bibbia trasformò nazioni come l'Olanda, perché ispirò la chiesa ad educare tutti. L'istruzione fondata sulle Scritture promosse l'amore per la Verità e la Giustizia. Perché? Per la Bibbia insegnava che Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati dai loro peccati e vengano alla conoscenza della Verità (1 Timoteo 2:4) Le religioni che promuovevano miti e misticismo ritenevano la conoscenza e la realtà essere Maya — illusione. Questa concezione inevitabilmente scoraggiò la ricerca della conoscenza ed è la ragione per cui i templi Indù non diedero vita a scuole e licei. L'educazione moderna e Riformata incoraggiò invece ogni studente olandese a memorizzare il Catechismo di Heidelberg che riassumeva l'essenza della Bibbia, e instillava nell'anima di ogni cittadino i comandamenti di Dio, come il “Non Rubare”.

I Pagani inventarono miti e insegnarono come moralità le loro opinioni. Ma Dio liberò i Giudei comandando loro di non inventarsi una loro specifica realtà o moralità. E anche se siamo diventati peccatori, la nostra coscienza ci dice che siamo stati fatti ad immagine di un Dio Santo. Pertanto ai peccatori è richiesto di ravvedersi del loro peccato e della loro creduloneria nei miti. Dovevano ri-conformarsi alla verità e alla santità di Dio. Come Dio è affidabile così i Suoi figli devono essere degni di fiducia e dire la verità, e non dare falsa testimonianza.

La nostra epoca postmoderna sa bene che senza la grazia di Dio non è possibile conoscere la moralità e la verità assoluta. Il suo pessimismo intellettuale incoraggia le persone a costruirsi le proprie “verità” e i propri valori morali. Ma una moralità “elastica” rende difficile la fiducia reciproca! Il sistema di trasporto pubblico olandese non può più fidarsi dei suoi passeggeri. E neppure gli Americani possono più fidarsi dei loro media o dei loro professori. Nel diventare Post-Verità, l'Occidente è diventato Post-Moderno. Ha amputato la sua anima, la Bibbia, che ha creato il mondo moderno. Ed è questo perché la nostra epoca Post-Cristiana, Post-Moderna, Post-Verità sopprime la libertà di coscienza individuale e promuove opinioni, sentimenti e particolari interessi umani come il “politicamente corretto”.La ricerca della Verità è stato il motore del successo dell'Occidente. Perdere la Verità significa perdere la fiducia. Perdere la fiducia significa perdere la pace, il progresso e la prosperità.

Tratto dall'episodio 1 dei primi dieci video per la celebrazione del cinquecentesimo anniversario della Riforma - la scaturigine del moderno miracolo economico.


Vishal Mangalwadi è autore dei libri Il libro che ha costruito il tuo mondo e This Book Changed Everything: The Bible’s Amazing Impact on Our World  

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sabato 7 ottobre 2017

LA DONNA DIETRO IL SUCCESSO ECONOMICO DELL'OCCIDENTE

(tratto da Celebrazioni della Riforma con Vishal Mangalwadi )

Cinquecento anni fa il mio paese, l'India, era molto più ricco dell'Europa. Ma poi, all'improvviso, altri paesi lo sorpassarono rapidamente. Che cosa era successo?


Forte è la tentazione di accreditare il successo dell'Occidente all'avidità e alle Armi, Acciaio e Malattie. Queste hanno giocato senz'altro il loro ruolo, ma una analisi più approfondita non può ignorare l'impatto avuto dalla Riforma Protestante.

L'economia è diventata un argomento così complicato da aver reso difficile a molti comprendere un semplice segreto dietro il progresso dell'Occidente. Quel segreto era una donna: la signora Katherine Lutero. Katherine von Bora era una ex-suora che sposò un ex-monaco, chiamato Martin Lutero. Fu lei la scaturigine di quel cambiamento che il sociologo Max Weber avrebbe discusso nel suo classico “L'etica protestante e lo Spirito del Capitalismo".

La suora e il monaco freschi di nozze non avevano soldi per acquistare una casa, e per questo il Principe del luogo concesse loro il monastero ormai vuoto.

Ma come avrebbe potuto Katie mantenere una casa così grande con il magro salario di suo marito? Per cominciare trasformò la loro casa in una piccola pensione per gli studenti universitari. Impresa che però le richiedeva di dar da mangiare a 30-40 persone ogni giorno. Come avrebbe potuto sfamare così tante persone?

E fu così che Katie si mise a coltivare le sue verdure e i suoi alberi da frutta, e in seguito trasformò la sua casa in una fattoria. Il denaro che risparmiava lo investì in un secondo, terzo, quarto appezzamento di terreno. Uno di questi era attraversato da un ruscello, e Katie lo trasformò in una peschiera!

Per il 1542, la famiglia Lutero possedeva più terreni in Wittenberg di ogni altro abitante. Non appena ne acquistava uno, Katie ne cominciava immediatamente lo sviluppo. Le fattorie necessitavano di edifici tanto per la gestione dell'agricoltura quanto per l'alloggiamento dei loro lavoratori, e pertanto Katie divenne anche una imprenditrice edile.

In quel tempo nelle città non c'era acqua potabile, e così Katie mise su una fabbrica di birra. Ancora oggi è possibile acquistare la “Luther bier” a Wittenberg. Martin insegnava l'etica del lavoro biblica, e Katie la metteva in pratica.

Se Martin Lutero avesse seguito il Buddha come suo “guru” sarebbe rimasto un asceta religioso, mendicando quotidianamente il suo cibo. Ma Lutero seguiva la Bibbia che condanna la pigrizia come peccato. Il comandamento divino “Non desiderare [concupire] (le cose altrui)” significava che gli uomini devono creare ricchezza. L'ottavo comandamento1 “Non rubare” significava in soldoni il diritto alla proprietà privata. Il compito dello stato è di proteggere la proprietà privata, mentre compito della famiglia e della chiesa è di allevare cittadini produttivi che non si mettano a rubare il frutto del lavoro altrui.

Io sono cresciuto nell'India Settentrionale, dove la terra e il clima erano l'ideale per la rigogliosa crescita di ogni tipo di frutta e verdura. Questo ambiente avrebbe potuto creare delle prospere industrie agro-alimentari, ma il contadino medio non si dava la pena di coltivare perché sapeva che prima o poi uomini di casta superiore si sarebbero impunemente presentati in pieno giorno nel suo campo ad appropriarsi dei frutti del suo lavoro. Avesse poi lasciato sua moglie sola a casa, costei sarebbe stata sicuramente violentata.

Se Katie fosse vissuta nell'Unione Sovietica, non avrebbe avuto alcuna ragione di acquistare terreni per svilupparli. L'ateismo non crede che “Non rubare” sia un comandamento divino, e questo conferisce al potente di turno il diritto di requisire il tuo terreno.

Katherine Luther ha fatto molto di più che sfamare qualche dozzina di studenti. Lei ha cambiato la storia. Ci sono stati, è vero, molti movimenti di riforma nel Medio Evo, i Domenicani, i Francescani, i Fratelli Moravi, i Valdesi, per nominarne alcuni. Ma per “riforma” essi intendevano la rinuncia alla ricchezza e l'abbraccio della povertà. Katie e Martin cominciarono infatti con un voto di povertà, ma gradualmente compresero che essere devoti cristiani significava essere creativi, proprio come il Creatore. Ogni santo giorno Katie aiutava suo marito a disciplinare discepolare i futuri leader spirituali e intellettuali tedeschi. Ella trasmise così ai pastori di Germania quello spirito di intrapresa economica che scaturisce dalla Bibbia: l'arte di fare soldi onestamente con quel poco che si ha a disposizione.

Durante la cena, gli studenti facevano spesso a suo marito domande, prendendo nota delle risposte. Queste discussioni vertevano sull'applicazione della Bibbia alla vita di tutti giorni di famiglie ordinarie. In seguito vennero pubblicati come i Discorsi a Tavola di Martin Lutero. Furono questi a mettere in grado studiosi come Max Weber di capire come l'esposizione della Bibbia di Martin Lutero creò lo spirito del Capitalismo in Europa. Ma fu l'opera di Katie che illuminò la comprensione di Lutero sull'insegnamento della Bibbia sulla creazione della ricchezza.

Tratto dall'episodio 2 dei primi dieci video per la celebrazione del cinquecentesimo anniversario della Riforma - la scaturigine del moderno miracolo economico.


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lunedì 11 gennaio 2016

Ma la Bibbia opprime le donne?

Nella sua intervista riguardo ai fatti di Colonia, pubblicata su La Stampa, la ministra Roberta Pinotti dice:

«Anche nelle Lettere di San Paolo c’è scritto che le donne siano sottomesse al marito, e non mi piace ogni volta che lo sento leggere a messa…»

unendosi così anche lei alla schiera di coloro che attaccano la Bibbia perché, secondo loro, "opprime le donne". La replica a questa popolare accusa arriva dal filosofo cristiano indiano Vishal Mangalwadi, che i lettori hanno già potuto apprezzare in questo blog.

di Vishal Mangalwadi [1]

La questione che ha ispirato le mie riflessioni ne "Il libro che ha costruito il tuo mondo" è stata: Perché le donne saudite non hanno bruciato i loro burqa e i loro reggipetti? Cosa ha conferito alle donne americane il potere di lanciare il movimento di liberazione? È stato forse perché le donne americane erano più oppresse delle donne mussulmane o indù? O è magari stato perché qualcosa aveva già reso le donne americane più forti delle altre donne nel resto del mondo? La mia contro-intuitiva scoperta è stata che ad aver conferito potere alle donne è stata la Bibbia.

Nessuna cultura ha mai richiesto a un marito di amare la propria moglie.

Ogni cultura, comprese quelle ebree e quelle occidentali post-cristiane, ha permesso ai mariti di divorziare dalle loro mogli e/o di prender con sé altre donne. Nel 1831/32 il magistrato francese Alexis de Tocqueville osservò che le donne americane erano diventate molto più potenti di quelle europee perché l'idea biblica di matrimonio aveva avuto il suo maggior effetto proprio in America. Nessuna nazione nel mondo ha mai tentato di metter sotto accusa un Presidente che mente riguardo la sua vita sessuale privata.

La Bibbia ha emancipato le donne occidentali perché essa solamente asserisce l'eguaglianza teologica di maschio e femmina, e inoltre perché essa definisce l'idea di Dio del matrimonio come una relazione a vita esclusiva tra un uomo e una donna. Una donna è libera di sviluppare sé stessa e di lottare per la propria dignità quando sa che al suo peccaminoso marito non è permesso di disprezzarla, di divorziare da lei, di concupire la moglie del suo prossimo o di prender con sé un'altra donna come fidanzata, concubina o moglie. Egli deve amarla, indipendentemente dal livello di intelligenza, attraenza, capacità e peccaminosità di lei.

Le donne romane erano vittime della cultura playboy di Roma antica. Molte di loro seguivano e finanziavano l'Apostolo Paolo e (nel lungo termine) conquistarono l'impero Romano a Cristo, e questo perché esse ben compresero, a differenza delle moderne femministe, che Paolo le stava emancipando.

Uomini e donne sono uguali, ma mariti e mogli (proprio come i genitori e i figli e tutte le altre forme di relazione) devono vivere in una relazione gerarchica. Nessuna istituzione può funzionare sulla base dell'uguaglianza-senza-gerarchia. I matrimoni cristiani vanno distruggendosi perché la chiesa occidentale ha ceduto alla follia laicista che l'eguaglianza preclude l'autorità. L'idea Cristiana di matrimonio è unica e poderosa, ma può essere sostenuta solo se prendiamo sul serio l'insegnamento della Bibbia sulla peccaminosità di uomini e donne, e la necessità per le mogli di sottomettersi a mariti peccatori, e per i mariti di amare mogli peccatrici.


Vishal Mangalwadi è autore dei libri Il libro che ha costruito il tuo mondo e This Book Changed Everything: The Bible’s Amazing Impact on Our World 

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I Dieci Comandamenti: il Carattere di una Nazione

La Religione può Fare la Differenza?

sabato 26 dicembre 2015

I Dieci Comandamenti: il Carattere di una Nazione

In occasione dello spettacolo di Roberto Benigni sui Dieci Comandamenti, in onda in questi giorni sulla TV di stato ripropongo questo breve saggio del filosofo indiano Vishal Mangalwadi[1].

Il ruolo centrale avuto dal Decalogo nello sviluppo della civiltà occidentale e delle sue libertà civili, politiche ed economiche è oggi stato dimenticato, se mai è stato ricordato. Tra i pochi a ricordare c'è Hans F. Sennholz, discepolo di Ludwig Von Mises che nel suo Debts and Deficits fa notare che

“Una riforma [politica ed economica]… dovrebbe restaurare l’armonia degli interessi e ristabilire gli standard morali. Dovrebbe ricostruire l’ordine economico sull’antico fondamento dell’Ottavo Comandamento: Tu non ruberai, e del Decimo: Tu non concupirai ciò che appartiene al tuo prossimo

E ancora, da Three Economics Commandments

Entrambi i sistemi economici [capitalismo e socialismo] riposano sul fondamento di un ordine etico che fornisce le riposte a domande come: Perché e quando una azione economica è chiamata “buona” o “cattiva”, “giusta” o “sbagliata”? Che standard di condotta è accettabile e raccomandabile oppure disgustoso e ripugnante? Che virtù c’è nella vita economica? L’ordine di mercato, o capitalismo, trova le sue risposte nel codice morale Giudaico-Cristiano. La proprietà privata nella produzione è saldamente fondata sui Dieci Comandamenti, in particolare è ovviamente basata sull’Ottavo: Tu non ruberai. Il sistema della proprietà privata è anche costruito sulla solida base del Sesto Comandamento: Tu non assassinerai, che include ogni forma di coercizione e violenza… Per poter scambiare liberamente beni e servizi, le parti in contratto non devono ingannarsi a vicenda. Non devono cioè dare falsa testimonianza, che è il Nono Comandamento del Decalogo.”

La storia americana offre innumerevoli citazioni sul debito che l'America ha nei confronti dei Dieci Comandamenti e della Bibbia in generale. Tra tutte, profetica è quella del presidente Truman, che non era certamente un cristiano, tratta da un suo discorso dei primi anni '50:

La base fondamentale della legge di questa nazione è stata data a Mosè sul Monte. La base fondamentale della nostra carta dei diritti proviene dagli insegnamenti che troviamo dall'Esodo fino a San Matteo, da Isaia fino a San Paolo. Non mi sembra che lo stiamo mettendo abbastanza in evidenza di questi tempi. Se non disponiamo dell'adeguata struttura morale fondamentale, ci ritroveremo alla fine con un governo totalitario che non crede nei diritti di nessuno se non dello stato”.


di Vishal Mangalwadi

Partendo da “I Dieci Comandamenti” di Cecil B. DeMille del 1956 per arrivare al primo film di Indiana Jones “I predatori dell'arca perduta”, un futuro storico sarà ben in grado spiegare il declino dell'America. Quando l'Arca (dell’Alleanza) di Lucas-Spielberg viene finalmente aperta, le tavole dei Dieci Comandamenti sono ridotte in polvere. Dopo che i seminari Tedeschi e Americani (ovvero le istituzioni accademiche, dato che sia Indiana Jones sia il suo rivale che lavora per i Nazisti sono professori di Archeologia) hanno “predato” con successo l'Arca, un tribunale americano dopo l'altro, scuola dopo scuola, sala municipale dopo l'altra hanno cominciato a dismettere i monumenti dei Dieci Comandamenti, impacchettandoli e riponendoli via in magazzini segreti, lontano dagli occhi del pubblico. E oggi le celebrità Americane non sanno più né gli interessa sapere cosa fossero i Dieci Comandamenti e perché essi siano fondamenta indispensabili per la costruzione di grandi nazioni.

Sono stati i primi due comandamenti - il primo contro l'invenzione di miti e contro l'idolatria, e il secondo che invece dell'adorazione della natura promulga piuttosto il dominio dell'uomo su di essa – a innescare la passione Giudaico-Cristiana per la “VERITAS”, dando vita all'Università, il simbolo della conoscenza, della scienza e della formazione del carattere dei gentiluomini.

Agli schiavi ebrei, ovvero a dei 'apprendisti orali' analfabeti, era richiesto di saper leggere perché Dio non diede loro racconti da tramandare oralmente, ma un testo scritto. Pescatori e contadini dovevano imparare a scrivere perché Dio aveva chiesto loro di fare copie della Legge. I pastori allenavano la loro mente perché Dio chiedeva loro di meditare sulla Legge. La Legge richiedeva ai fabbricanti di mattoni di impegnarsi anche nell'insegnamento.

Il Protestantesimo prese molto sul serio questa concezione Giudea della Legge di Dio e chiamava ogni analfabeta a imparare a leggere e a scrivere per poter studiare il Verbo di Dio. Questa è la ragione per cui negli edifici e nei parchi pubblici Americani si potevano trovare i Dieci Comandamenti. Aver reso la Legge di Dio la scaturigine della condotta pubblica divenne il fondamento che trasformò i paesi Protestanti in grandi Nazioni[2]

Ma nel momento in cui il Verbo di Dio viene polverizzato e richiuso a chiave, la Verità smette di essere una categoria significativa. Una 'Nuova Era' è sorta in America, dove l'Archeologia ha smesso di essere una scienza e si è trasformata in un'esplorazione di antichi fenomeni magici e occulti. Come ho scritto in una recensione de 'Il Codice da Vinci', un professore di Harvard è più interessato al Simbolismo, alla Storia e al sesso mistico o magico che alla Verità e alla formazione del carattere.

L'università di Oaksterdam in California, che si è specializzata nell'insegnamento della coltivazione e della promozione della Marijuana, ha copiato il sigillo dell'Università di Harvard, cambiandone il motto da VERITAS in CANNABIS, una appropriata descrizione della Nuova (Tenebrosa) Era Americana.

Lucas e Spielberg avevano ben donde nel dire che l'Arca dell'Alleanza era il segreto che ha trasformato Israele in una grande nazione, ma qualcuno avrebbe dovuto dir loro che il segreto del Arca era la Legge di Dio e non una qualche sorta di magia spiritica (Genesi 18: 18-19; Deuteronomio 4:5-8, etc). La Presenza e la Benedizione di Dio erano con Israele solo fintanto che obbediva alla legge di Dio, e non quando avessero compiuto i corretti rituali religiosi di fronte all'Arca.

E oggi, le più grandi menti di Hollywood, e allo stesso modo i giudici, i professori universitari, i politici americani non hanno idea di come la Legge di Dio sia indispensabile per la costruzione di grandi nazioni.


Vishal Mangalwadi è autore dei libri Il libro che ha costruito il tuo mondo e This Book Changed Everything: The Bible’s Amazing Impact on Our World

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sabato 4 luglio 2015

Ricostruire la Libertà [Americana] nel XXI Secolo

di John W. Robbins 

Nota dell'editore: Quest'articolo è stato originalmente scritto nel 1996, e venne inizialmente pubblicato in "Freedom and Capitalism: Essays on Christian Politics and Economics" di John W. Robbins. Con il continuo declino dell'economia e la progressiva perdità di libertà, quest' articolo è attuale più che mai.

Cos'è successo all'America negli ultimi 50 anni? Per parafrasare un vecchio slogan elettorale: "Siamo più liberi oggi, o 50 anni fa? Il grado di civiltà che possediamo oggi, è superiore a quello di 50 anni fa?” Io credo che la maggior parte di noi risponderebbe no a entrambe le questioni. Qualunque sia la misura che si voglia usare, e qualunque criterio si voglia scegliere, i nostri padri godevano d’un livello di libertà e d’un grado di civiltà maggiori dei nostri, come anche, a loro volta, i loro stessi padri erano stati più liberi e civilizzati di loro. Forse non saranno stati tanto prosperi o tecnologicamente avanzati quanto noi, ma dovremmo sempre stare molto attenti a non confondere mai la prosperità e la tecnologia con la libertà e la civilizzazione. Se questo continuo declino è stato e continua ad esser reale, e io penso che lo sia, allora dobbiamo concludere che, nonostante le centinaia di milioni di dollari che libertari, conservatori e liberali classici hanno speso in quest’ultimo mezzo secolo, la libertà e la civilizzazione Americana continueranno piano piano a scomparire.

Io credo di conoscere il perché di tutto questo, come sono anche convinto che la maggior parte dei conservatori, libertari e classici liberali, al contrario, non lo conoscano; ed è per questo che i loro sforzi sono stati vani e che il nostro comune interesse, la libertà umana, sta lentamente svanendo. Nonostante questa perdita, molti di noi, mi dispiace dirlo, non sembrano ancora intenzionati a volerne conoscere seriamente le ragioni. Ma prima che io svisceri i motivi del nostro fallimento, confrontiamo lo stato dell’America nel 1946 con quello che c’era nel 1996. Davvero la libertà e la civilizzazione stanno perdendo terreno in America?

L'espansione dello Stato, 1946-1996

Nel 1946, gli Stati Uniti rappresentavano senza dubbio la più formidabile potenza militare esistente sulla faccia della terra. Questa Nazione aveva appena condotto una guerra contro tre dei più potenti governi socialisti del mondo, vincendola. L'Europa era ridotta in macerie, e gli Stati Uniti rappresentavano l’unica potenza nucleare presente sul nostro pianeta. A gennaio, l'esercito ebbe un contatto radar con la luna. Allora, l'imperatore Hirohito, su consiglio di Douglas MacArthur, tenne un discorso radiofonico nel quale annunciò ai giapponesi che l'idea, che finora tutti loro avevano, che la sua persona fosse di natura divina, non era affatto vera e che essa altro non era da considerare che una questione di "leggende e miti". In marzo, il già primo ministro inglese Winston Churchill era in Missouri a pronunciare il suo discorso sulla Cortina di Ferro al Westminster College. In quel tempo, l'economia statunitense era devastata dagli scioperi.

La libertà è una cosa difficile da misurare, ma esistono indicatori grossolani che possono darci qualche idea del relativo grado di libertà nel 1946 e nel 1996.

Tasse e spesa federale

Cominciamo con le tasse e la spesa federali, che nel 1946 erano molto più elevate delle tasse e della spesa di tutti gli stati e governi locali messi assieme. A seguito della guerra, dal 1945 al 1947, prima un Congresso a maggioranza democratica e, dopo il 1946, un Congresso a maggioranza repubblicana con un Presidente democratico ( un Presidente del Missouri tra l’altro), abbatterono le entrate fiscali di circa il 15% o 6.7 miliardi di dollari (da 45.2 a 38.5 miliardi) e ridussero la spesa di quasi il 63% o di 58.2 miliardi (da 92.7 a 34.5 miliardi). Se si ritiene che le statistiche macro-economiche siano di qualche utilità come indicatori relativi dell'attività economica (e i nostri amici socialisti lo credono; pertanto dovremmo essere ansiosi di usarle per imbarazzarli ogni volta che si può), la spesa federale scese dal 43.7% al 15.5% del PIL in due anni. In altre parole, durante questo periodo, il popolo Americano riacquistò il controllo di un ulteriore 28% della propria ricchezza. Il debito federale detenuto dal pubblico nel 1946 era di 218 milioni di dollari, e si trovava nel suo punto più alto, punto che non venne raggiunto mai più, fino al 1962. E, da allora, esso non ha mai più smesso di crescere.

Se il 1996 fosse il 1946

Durante tutto lo scorso anno, la stampa era piena di articoli a proposito del Congresso Repubblicano e del Presidente Democratico in lotta per pareggiare il bilancio federale nel 2002. Supponiamo che i politici odierni facciano oggi quello che i politici fecero 50 anni fa: forse, allora, ci accorgeremmo di quanto sia surreale la situazione attuale.

La spesa federale nell'esercizio 1996, l'anno attuale, è stimata essere di 1600 miliardi di dollari ma, in verità, nessuno sa a quanto essa ammonti veramente. Se i politici odierni dovessero realizzare quello che i politici di 50 anni fa realizzarono, la spesa federale nell'esercizio 1997 dovrebbe essere di 592 miliardi di dollari; abbattuto del 63% dagli attuali livelli di spesa, il budget federale sarebbe in pareggio, e le entrate fiscali sarebbero ridotte di 800 miliardi, più giù del 57% dagli attuali 1400 miliardi. A quel livello di spesa, il governo federale starebbe spendendo circa l'8% del PIL, cifra ancora troppo alta, ma, comunque, la percentuale più bassa dal 1930.

Dal 1945 al 1947 non ci fu un ridimensionamento della macchina amministrativa della durata di due sole settimane, ma un ridimensionamento della durata di ben due anni. Centinaia di migliaia di impiegati governativi perdettero il posto. I controlli sui prezzi come quelli esistenti nel periodo bellico vennero eliminati. Tasse e spesa vennero ridotte. Ma in seguito, sfortunatamente, il governo ricominciò ad aumentare la spesa di nuovo che, da allora, ha continuato sempre a crescere.

Come è stato possibile realizzare quel massiccio ridimensionamento? Principalmente perché il popolo americano, nonostante i migliori sforzi di John Maynard Keynes e i suoi devoti discepoli, aveva ancora qualche obiezione morale al deficit di spesa durante il tempo di pace. Infatti, essi possedevano ancora obiezioni morali al debito personale, al debito negli affari, al debito governativo e ad ogni governo ipertrofico in generale, malgrado i grossi sforzi messi in moto da FD Roosevelt per cercare di superare le loro obiezioni.

E malgrado i migliori sforzi di migliaia di organizzazioni e lo sperpero di centinaia di miliardi di dollari negli ultimi 50 anni, gli Americani hanno in gran parte smarrito sia la loro intelligenza morale che quella economica.

Il denaro nel 1946

Per ritornare al 1946: 50 anni fa le monete d'argento erano ancora in uso negli Stati Uniti. Vero, esse erano fornite dal governo e questo, in parte, ne decretò la fine, perché non abbiamo visto monete d'argento in circolazione per 32 anni; ma il coinvolgimento del Governo nella produzione del denaro non fu la sola causa della scomparsa della moneta sana. Un'altra e più importante ragione fu la perdita del senso morale, sia dei governanti che dei governati, che permise al governo di metter fine al conio delle monete d'argento e rompere le sue promesse di riscattare la carta con l'argento. (Roosevelt, che non possedeva alcun scrupolo morale sia sul denaro che sulle promesse fatte, ruppe l’impegno dato dal Governo di pagare in oro, nel 1933).

Nel 1946, la valuta cartacea, anche questa fornita dal governo, consisteva in certificati d'argento che potevano ancora essere riscattati con argento fisico dai comuni cittadini, e Banconote della Federal Reserve, che i comuni cittadini potevano riscattare in cambio di … un bel niente! Ma, almeno, la quantità di Banconote della Federal Reserve in circolazione nel 1946 era ancora limitata dai vincoli imposti dalla riserva aurifera. Non siamo più stati in grado di riscattare i certificati d'argento dal 1967, 29 anni fa, e non c'è stato più alcun vincolo alla riserva d'oro per le banconote dal 1968. E dal 1971 stiamo sballottando su un oceano planetario di moneta fiat. Il dollaro, usando gli stessi indici governativi, ha perso circa l'85% del suo valore negli ultimi 50 anni.

Impiegati statali nel 1946

Per quanto riguarda il numero di dipendenti governativi, nel 1946 ce n'erano un bel po': 3.2 milioni di soli impiegati federali. Ma 1.4 milioni di loro erano militari e, durante il 1947, 600 mila di loro se ne erano andati. Di fatto, dal 1945 al 1947, il numero di impiegati federali scese di 1.7 milioni, più del 50% del totale. Sarebbe davvero ora che anche oggi ci fosse un nuovo ridimensionamento di quella portata.

Che ne dite di un ulteriore indicatore di libertà economica? Nel 1946, la maggior parte delle agenzie federali che abbiamo oggi avrebbero fatto brillare gli occhi del senatore Lyndon Baines Johnson e del deputato Richard Milhous Nixon. Il Registro Federale, la compilazione giornaliera di nuove proposte direttive, emesse da agenzie esecutive, fatta di 63000 pagine nel 1995, era "solo" di 12000 nel 1946.

Crimine 1946

A volte gli Americani scioccamente trascurano di considerare il crimine come una minaccia alla libertà, pensando che l’unica minaccia sia rappresentata dal governo, ma non è così: anche i nostri vicini di casa possono diventare una minaccia per la nostra libertà. Governi senza scrupoli e individui senza scrupoli si aiutano l'un l'altro, e il criminale e il dittatore sono due gemelli che si distinguono solo per la quantità di potenza a disposizione di ciascuno. L'uno diventa la scusa per l'altro, per una sempre maggior illegalità e per sempre una minor libertà. Il perdente, in questa partita, è la Sovranità della Legge.

Ricordiamoci sempre che la libertà non consiste in assenza di leggi, ma che essa è il risultato dell'applicazione efficace della legge morale sia nei confronti dei governati sia in quelli dei governanti.

Nel 1946 gli Americani erano relativamente liberi di gestire i propri affari e le proprie vite e le loro proprietà erano al sicuro, anche se, di fatto, il crimine in quell'anno era salito drammaticamente del 14% dal 1945. E noi ora stiamo guardando indietro di 50 anni: qualcuno che nel 1896 avesse potuto guardare avanti nel tempo, avrebbe detto che gli Americani del 1946 si trovavano in grave pericolo e quelli del 1996, letteralmente, come in uno stato di guerra.

Osservando solo tre statistiche, omidici, stupri e rapine - nel 1946 e 1994, scopriamo che c'erano 4362 omicidi nel 1946 e 23305 nel 1994, 42229 rapine nel 1946 e 618817 rapine nel 1994, 8150 stupri nel 1946 e 102096 stupri nel 1994. Facendo un adattamento sulla crescita della popolazione e sui dati parziali del 1946, vediamo che il numero di omicidi è aumentato più del 40%, quello delle rapine quasi del 300% e quello degli stupri del 230%.

C'è qualcosa di sbagliato in quello che Conservatori e Libertari stanno facendo?

Se abbiamo ragione nel concludere che sia il livello di libertà sia il grado di civiltà sono declinate negli ultimi 50 anni, nonostante i migliori sforzi di milioni di persone e milioni di dollari spesi per preservarle, dobbiamo domandarci allora il perché di tutto questo. C'è qualcosa di sbagliato in quello che noi, ovvero i Liberali Classici, Conservatori e Libertari, stiamo facendo? È forse per questo che il rimedio non funziona? Dopo 50 anni bisogna farsi questa domanda: non ci si può più accontentare di raddoppiare i nostri sforzi e riprovarci ancora con rinnovato impegno.

Una persona che pensava che Conservatori, Libertari e Liberali Classici non fossero sulla strada giusta era la filosofa e romanziera Ayn Rand. La Rand aveva sostenuto a lungo che la libertà era difesa con inettitudine, e che la causa principale della sua scomparsa andava cercata non nella forza dei suoi oppositori, ma nell’incompetenza dei suoi sostenitori. 150 anni fa qualcuno sottolineò infatti che la più grande tragedia che può accadere a una giusta causa non è l'essere abilmente attaccata, ma essere difesa in modo incompetente.

La filosofia della Rand era molto più articolata della sua etica, ma fu la sua etica a farle guadagnare una grande notorietà, perché lei era una sostenitrice dell'egoismo [etico NdT] e una oppositrice dell'altruismo [etico NdT]. Denunciò con violenza i conservatori, le chiese e gli uomini d'affari per la loro incapacità di discernere che una società libera deve fondarsi sull'egoismo [etico], e che la libertà è sovvertita dall'altruismo etico. E la Rand aveva assolutamente ragione, non nelle sue argomentazioni filosofiche, ma certamente nelle sue conclusioni.

Ma né gli sforzi della Rand né quelli dei suoi discepoli hanno avuto successo. Nonostante la vendita di decine di milioni di copie dei suoi libri nei passati 50 anni, la strada verso la schiavitù, prima, divenne una autostrada a quattro corsie, e oggi è diventata a otto, senza caselli in uscita, e senza limiti di velocità. Una Autobahn Americana.

Un altro pensatore che sostenne che la difesa della libertà avanzata dai conservatori, libertari e classici liberali era inadeguata fu Edmund Opitz. Quando sono stato editorialista della rivista The Freeman, egli sottopose un articolo che aveva scritto agli inizi degli anni '60. Lo pubblicammo sotto il titolo "Difendere la Libertà e la Società Libera". Opitz sosteneva che la libertà era sotto attacco su quattro livelli: Teologia/Filosofia, Etica, Politica ed Economia. Ma i difensori della libertà, sottolineò Opitz, stavano rispondendo solo agli attacchi sui fronti politici ed economici, e pertanto per loro non ci sarebbe stato modo di vincere. E quasi a confermare la sua analisi, allora il suo articolo venne rifiutato dalla rivista.

Il mondo degli affari odia l'America

Una delle ragioni, anche se secondaria, del declino della libertà e della civilizzazione è che quelle persone e organizzazioni nella società che hanno la più grande responsabilità per il clima intellettuale che prevale in ogni cultura, e io sto pensando a tre tipi di organizzazioni, chiese, scuole e aziende, sono spesso putride fino alle midolla. Permettetemi di iniziare menzionando per primo le aziende.

Prendiamo un piccolo ma tipico esempio di quello che l'America degli affari sta facendo per sovvertire la civilizzazione e la libertà. L'IBM manda i suoi quadri a fare corsi di formazione ad Armonk, New York, Westchester County. Uno dei consulenti meglio pagati ingaggiati dall'IBM è un tipo chiamato Ted Chiles, un orgoglioso omosessuale praticante e militante, che odia la civilizzazione occidentale e la religione che l'ha creata, il Cristianesimo. Ora, Ted Chiles sarà anche politicamente correttissimo, e la varietà sarà anche il sale della vita, ma troppa varietà, quella del genere sbagliato, è micidiale. Non si mette il cianuro come condimento dell'insalata.

Per decenni, l'America degli affari ha sovvenzionato coloro che odiano l'America, il capitalismo, la libertà, la verità e il Cristianesimo. Non occorre pensare solo alle grandi fondazioni che portano i nomi di industriali come Rockefeller, Ford, Carnegie e Pew - fondazioni che hanno finanziato iniziative e ideologie anti-libertà e anti-civilizzazione per decenni - basta guardare anche alle strutture aziendali come IBM, AT&T e la Disney.

A questo punto però vi sarete chiesti sicuramente, perché ho menzionato il Cristianesimo?

Il fatto che vi siate posti questa domanda è un segnale della gravità del nostro problema, che è molto più profondo dell'economia e della politica. È questa incapacità di conservatori, libertari, e liberali classici di riconoscere la profondità del problema, a spiegare il fallimento dei loro sforzi di preservare la libertà nei 50 anni passati. Per citare Ed Opitz, "il rimedio deve andare tanto a fondo almeno quanto la malattia". Nulla di meno potrà funzionare.

Le chiese furono probabilmente la prima delle tre istituzioni a degenerare. Nel diciannovesimo secolo molti rigettarono il Calvinismo che informava la popolazione e le istituzioni politiche dell'America del diciassettesimo e diciottesimo secolo. Le scuole si adeguarono ben presto, e a tutti i livelli di educazione si cominciò a insegnare una visione del mondo completamente differente da quella dei padri fondatori. Il mondo degli affari fu l'ultima delle tre istituzioni a degenerare, e questo successe perché le chiese e le scuole avevano in precedenza abbandonato la teologia che edificò l'America.

Cinquant'anni fa, Walter Lippmann pubblicò un articolo nel quale sosteneva che:

- coloro che sono responsabili dell'educazione hanno progressivamente rimosso dal curriculum di studi la cultura Occidentale che ha prodotto il moderno stato democratico.

- le scuole e le università hanno pertanto mandato nel mondo uomini che non comprendono più il principio creativo della società in cui vivono.

- Privati della loro tradizione culturale, i nuovi uomini istruiti occidentali non posseggono più, nella forma e nella sostanza delle loro menti e spiriti, le idee, le premesse, le motivazioni, la logica, il metodo e i valori della saggezza accumulata, che sono il talento dietro lo sviluppo della civilizzazione Occidentale.

- l'educazione prevalente è destinata, se continua così, a distruggere la civiltà e, di fatto, la sta distruggendo.

Vi prego di non fraintendere quello che sto dicendo. Non sto ripetendo banalità intorno a crisi morali, non sto sostenendo di schierarci tutti dietro lo "Zar delle Virtù", William Bennett. Il nostro problema, anche se certamente ha a che fare colla moralità, è molto più profondo della moralità stessa. Ancora una volta, è stata Ayn Rand una delle poche persone a riconoscere che è al livello della filosofia, al livello della teologia che si pone il nostro problema. Ma disgraziatamente, la sua teologia, il suo antidoto alla teologia prevalente, è deleterio. Lei rimane tuttavia una delle poche importanti portavoci della libertà che ben comprese il ruolo della filosofia e della teologia nella creazione e nel mantenimento della civiltà.

Ritornare alle basi

Un’ ulteriore nota di chiarimento del mio discorso: proprio come io non sto suggerendo un qualche tipo di vago ed eclettico moralismo, alla "Libro delle Virtù", come il rimedio alla nostra malattia, allo stesso modo non sto affatto suggerendo un qualche tipo di vaga, eclettica religione alla Dwight Eisenhower come il ricostituente di cui abbiamo bisogno. Come sapete, Eisenhower, una volta, osservò che l'America era fondata sulla religione, e se l'America doveva rimanere forte, doveva continuare a esser fondata sulla religione: "non importa quale sia". La dichiarazione di Eisenhower rappresenta una ridicola e superstiziosa fede nella fede che è micidiale quanto il materialismo.

Io non sono né un moralista né un religioso. È che, a differenza di praticamente tutti, sostengo che la teologia ha importanza, eccome.

Quello che suggerisco è che, se noi vogliamo scoprire come ricostruire la libertà e la civiltà nel ventunesimo secolo, dobbiamo studiare come la Civiltà Occidentale venne edificata nei secoli sedicesimo, diciassettesimo e diciottesimo. La libertà e la prosperità che questa nazione ha goduto sono fenomeni inusuali nella storia del mondo.

La libertà e il capitalismo non sono incidenti della storia, né sono i prodotti dello sviluppo economico, come alcuni economisti - e non solo i marxisti - pretendono di sostenere. Essi sono conseguenze secondarie, si potrebbe dire sottoprodotti o ricadute del movimento religioso più profondamente rivoluzionario dell'età moderna: la Riforma Protestante. Libertà e civilizzazione sono i prodotti politici ed economici di idee bibliche e teologiche predicate, pubblicate, e promosse in tutta l'Europa Occidentale dai Riformatori Protestanti.

Come si sa, nel 1904 e 1905 Max Weber pubblicò "L'etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo", un lungo articolo che si attirò una raffica di critiche. Critiche che beninteso anche io faccio, ma per una ragione differente dai critici di Weber. L'errore fondamentale di Weber non fu l'essersi spinto troppo oltre, ma al contrario di non averlo fatto abbastanza! Egli timidamente suggerì che l'etica Protestante creò le condizioni psicologiche necessarie per lo sviluppo del capitalismo, e che fu questo a spiegare il perché il capitalismo di mercato si è sviluppato prima nelle nazioni nord-occidentali europee che, come sappiamo, subirono maggiormente l'influenza del Protestantesimo.

Ma Weber avrebbe dovuto concludere che non era solo l'etica del Protestantesimo a spiegare le condizioni psicologiche, ma che era anche la teologia e la filosofia politica del Protestantesimo a spiegare le condizioni sociali, politiche ed economiche occorrenti per lo sviluppo del capitalismo e della libertà. Alcuni storici recenti hanno cominciato a vedere la connessione, un legame che non era sfuggito alle precedenti generazioni, in gran parte esenti dall'influenza del laicismo e del Cattolicesimo Romano. Due di loro, ad esempio, sono Donald Kelley della Rutger University e il Premio Nobel Douglass North della Washington University, nei loro articoli recentemente pubblicati ne "The Origins of Modern Freedom in the West".

Permettetemi ora di discutere a proposito di alcuni argomenti ed esempi in favore della mia tesi, che le principali istituzioni di una libera civilizzazione si possono ricondurre alla Riforma Protestante. Comincerò con l'idea di Governo Costituzionale.

Governo Costituzionale

L'idea che la legge debba essere scritta e non semplicemente orale o consuetudinaria, come tanto i tiranni che i conservatori affascinati dalle consuetudini sembrano preferire, è conosciuta da millenni.

Naturalmente, non dobbiamo quest'idea ai Greci o ai Romani, il cui contributo alla libertà e alla civilizzazione Occidentale è stato enormemente sopravalutato, ma a Dio, che diede a Mosè, secoli prima che Atene e Roma fossero sorte, un codice scritto di leggi, che oggi potete leggere nel libro dell'Esodo. Dio stesso scrisse le leggi fondamentali dell'antica nazione d'Israele, leggi non sottoponibili a emendamento. Oggi le conosciamo come "I Dieci Comandamenti".

Ora, molta gente ha elogiato le virtù della legge scritta. Ma fu Martin Lutero, un monaco tedesco del sedicesimo secolo, a vedere chiaramente e ad avanzare decisamente l'idea che la legge suprema della chiesa cristiana risulta essere stata scritta: La Bibbia solamente è il Verbo di Dio. Lutero scrisse:

"La chiesa di Dio non ha nessun potere di istituire alcun articolo di fede, né mai ne ha istituito alcuno, né mai ne istituirà. La chiesa di Dio non ha nessun potere di confermare articoli o precetti o le Sante Scritture da una più elevata sanzione o autorità giudiziaria, né mai ha fatto una tal cosa né mai la farà. Al contrario, la chiesa di Dio è approvata e confermata dalle Sante Scritture come più elevata autorità giudiziaria."

Contro Lutero, i papi sostenevano che l'autorità suprema nella chiesa e nello stato non fosse una legge scritta, non la Bibbia, ma la Chiesa Stessa, che parlava attraverso il rappresentante di Dio sulla terra, il Pontefice Massimo, il papa. E qui la contesa diventava evidente: è la legge scritta ad essere suprema o, invece, è l'uomo stesso a dover essere supremo? Quelli che erano d'accordo con Lutero, che la sola Bibbia dovesse essere la legge suprema nella chiesa, si opponevano, di conseguenza, alla monarchia ecclesiastica; essi favorivano il repubblicanesimo e la sovranità della legge, difesero il diritto dei membri ordinari di chiesa di giudicare se i loro conduttori insegnavano in conformità con la Bibbia, e di disobbedirli in caso contrario.

Tutte queste idee, centrali alla Riforma e sviluppate principalmente da Martin Lutero e Giovanni Calvino, furono poi applicate ai governi civili. L'intransigente e coraggiosa disobbedienza di Lutero al papa lo spinse a concludere:

"Se si può resistere al papa, si può anche resistere a tutti gli imperatori e i duchi che si ingegnano a difendere il papa".

È stata la teologia di Lutero a portare alla formazione della Lega di Smalcalda dei prìncipi Tedeschi contro il Sacro Romano Imperatore, Carlo V, nel 1530, e alla spaccatura del cosiddetto Sacro Romano Impero.

Ma le cose non finirono qui: gli esiliati inglesi nel continente si opposero al regno di Maria di Tudor negli anni '50 del 1500, gli Ugonotti in Francia resistettero all'oppressiva monarchia Cattolico Romana in Francia, i riformati Olandesi resistettero alla tirannia della Corona Spagnola. Ecco come i pastori Protestanti di Magdeburgo affermarono la loro posizione nel 1550 nella Confessione di Magdeburgo:

"Ci impegneremo a dimostrare che un governo Cristiano può e deve difendere i suoi sudditi contro una più elevata autorità che volesse tentare di costringere le persone a rinnegare il Verbo di Dio e a praticare l'idolatria".

Questa dottrina - che in seguito divenne conosciuta come la dottrina dei Magistrati Inferiori, fu la teoria che informò la Guerra di Indipendenza Americana, che fu combattuta tra due governi istituiti: i governi delle Colonie Americane e il Congresso Continentale contro la Corona Britannica. Non prese le mosse da una ribellione di privati cittadini, e i patrioti Americani non furono ispirati da una qualche teoria laica della rivoluzione. Ma i Francesi, che invece sperimentarono queste cose, ottennero il Terrore e Napoleone.

Fu questa dottrina dei Magistrati Inferiori, e non qualche teoria anarchica, a favorire la crescita della libertà negli Stati Uniti.

Quando questo continente venne popolato da rifugiati cristiani dall'Inghilterra, questi vennero qui per stabilire una nazione libera sotto Dio, una "città splendente sulla collina", come disse John Winthrop, citando la Bibbia. All'inizio, essi non compresero tutte le implicazioni del loro desiderio di libertà. Quelle implicazioni dovettero essere elaborate nel secolo e mezzo successivi. Centocinquant'anni dopo, quando le colonie si separarono dall'Inghilterra e scrissero la Costituzione, pensarono infine di aver trovato una soluzione: un governo centrale di poteri strettamente limitati che non avrebbe potuto agire come avevano fatto il Re o il Parlamento. Quasi tutti i poteri del governo, già di per sé pochi, dovevano essere esercitati dalle contee e dai governi degli stati, e non dal governo centrale.

La dottrina dei Magistrati Inferiori divenne in America la dottrina dell'interposizione: James Madison, architetto della Costituzione, la formulò in questo modo in una risoluzione adottata dalla Camera dei Delegati della Virginia nel 1798, in opposizione all'Alien and Sediction Acts:

"I poteri del Governo Federale ... [sono] limitati dal chiaro senso e intenzione de..[la Costituzione], e in caso di deliberato, evidente e pericoloso esercizio di altri poteri non garantiti dal suddetto patto [la Costituzione], gli Stati, che ne sono partecipi, hanno il diritto e sono in dovere di interporsi per arrestare il progresso del male..."

Madison faceva da eco alle parole di Giovanni Calvino, del suo successore Teodoro Beza e dei pastori protestanti di Magdeburgo.

Leopold von Ranke, il grande storico tedesco del diciannovesimo secolo, non esagerava quando scriveva di Calvino come il "fondatore virtuale dell'America".

Nella storia Americana, la teoria protestante della legge scritta come suprema autorità e la teoria cattolico romana degli uomini come suprema autorità si sono scontrate in molti modi interessanti. Forse avrete sentito la massima, presumibilmente enunciata da un uomo che in seguito divenne un membro della Corte Suprema:

"La costituzione è qualunque cosa la Corte Suprema dice che essa sia"

Questa è la concezione cattolico romana: nove uomini interpretano infallibilmente il documento scritto, senza possibilità di appello. Un politico protestante, facendo da eco a Lutero, rispose a tono a quella dichiarazione:

"No, è la Suprema Corte a essere qualunque cosa la Costituzione dice che essa sia"

La base dell'idea di governo costituzionale è il primo principio della Riforma: La sola Bibbia è il Verbo di Dio. Dall'idea che una costituzione scritta è la legge suprema, derivarono alcune idee collegate: un governo di poteri fissati e limitati, quindi semplicemente ministeriale, esercitante soltanto poteri a esso delegati, e non poteri che possiede inerentemente, la sovranità della legge e non degli uomini e la protezione dell'individuo dal governo. Queste idee erano sostenute da due altre dottrine della Riforma: la Sovranità di Dio e il sacerdozio universale dei credenti.

La Sovranità di Dio e la Sovranità della Legge

Ovviamente è quello di Giovanni Calvino il nome che è più è associato all'idea che Dio è omni-potente, ma tutti i primi riformatori erano uniti su quest'idea, furono solo alcuni apatici discepoli che in seguito la rigettarono. Che relazione ha quest'idea con la libertà? Un'implicazione è che se Dio solo è sovrano, né le collettività né gli individui sono sovrani. Quindi non lo è il Re, fantasticando "L’état, c’est moi", né il popolo, sognando "Vox populi, vox dei": nessuna delle due pretese è legittima.

Il Dispotismo, sia democratico che monarchico è così eliminato, ma neanche il privato individuo è sovrano: tutti, sia governanti che governati, sono soggetti alla legge. Con questa teoria, sia il totalitarismo che l'anarchia vengono evitati. Con qualsiasi altra teoria o l'individuo o la collettività divengono il supremo oppressore.

Il sacerdozio dei credenti e la democrazia.

Un'altra idea che ha provveduto i puntelli teologici per la libertà e la civilizzazione fu l'affermazione di Martin Lutero che il semplice cristiano ha accesso a Dio tramite Cristo solamente. Questa dottrina, presente così chiaramente nella Bibbia, sottominò prima la monarchia e gerarchia ecclesiastica che si era sviluppata nel Medio Evo, e in seguito la monarchia e gerarchia civile, sociale e politica. Il sacerdozio di tutti i credenti decretò la fine dell'aristocrazia sia nella chiesa che nello stato. Tutti gli uomini erano uguali davanti a Dio e alla legge. L'applicazione politica dell'idea di Lutero appare nella Costituzione Americana, che proibisce gli Stati Uniti di concedere titoli nobiliari.

Libertà di Coscienza e Libertà Religiosa

Un'altra fondamentale idea è quella della libertà religiosa. Ecco ancora citate le parole di Lutero:

"È con la Parola che noi dobbiamo combattere, con la Parola dobbiamo rovesciare e distruggere ciò che è stato istituito con l'uso della violenza. Io non farò uso della forza contro la superstizione e l'incredulità... nessuno deve essere costretto. La libertà è l'essenza stessa della fede… Io predicherò, discuterò, e scriverò; ma non costringerò nessuno, perché la fede è un atto volontario... Io mi sono levato contro il papa, le indulgenze, i papisti, ma senza violenza o tumulti. Ho proposto esclusivamente la Parola di Dio; ho predicato e scritto - questo è tutto ciò che ho fatto. Solo la Parola ha fatto tutto. Se avessi voluto fare appello alla forza, l'intera Germania sarebbe stata forse inondata di sangue".

Lutero scrisse queste parole negli anni venti del XVI secolo, ed espose chiaramente la distinzione tra il Cristianesimo Biblico e la teoria e pratica delle chiese istituzionali del Medio Evo e del periodo successivo. La sua idea, ancora una volta, divenne la base per la nozione Puritana di Libertà di Coscienza, che oggi noi conosciamo come libertà religiosa.

Il Primato dell'Individuo e la Proprietà Privata

Anche il concetto di proprietà privata può essere ricondotto alla Riforma Protestante. Harold Berman della Emory University ha osservato che

"la chiave del rinnovamento del diritto nell'Occidente a partire dal sedicesimo secolo è il concetto protestante della facoltà dell'individuo, per grazia di Dio, di trasformare la natura e creare nuovi rapporti sociali attraverso l'esercizio del proprio volere. Il concetto protestante dell'individuo divenne centrale nello sviluppo del moderno diritto di proprietà e del contratto".

I Calvinisti del diciassettesimo secolo, per coloro che sanno leggere la storia, gettarono le fondamenta sia per le libertà che per i diritti civili Inglesi e Americani: libertà di parola, di stampa e di religione, il privilegio contro l'auto-incriminazione, il diritto all'habeas corpus e l'indipendenza delle giurie.

Il Calvinismo in America

Se ora guardiamo agli Stati Uniti forti di queste osservazioni, notiamo alcune cose. In principio tutta l'America era Protestante - 98% della popolazione. I numeri sulla affiliazione ecclesiale a nostra disposizione nel diciassettesimo e diciottesimo secolo mostrano che tre quarti degli Americani erano Calvinisti di un genere o l'altro: Puritani, Pellegrini, Presbiteriani, Battisti, Riformati Tedeschi, Luterani, Congregazionalisti ed Episcopali. C'erano pochi cattolici, praticamente nessun Ebreo o Metodista e nessun Mussulmano, Mormone, Moonie, Buddista, Confuciano, Hindu o Ateo. Ci fosse stato un consistente numero tra questi gruppi, non ci sarebbe stata l'America come l'abbiamo conosciuta, e non perché le persone che credono in queste ideologie siano in qualche modo inferiori, ma perché sono le ideologie stesse che lo sono: sono logicamente incapaci di creare e sostenere una società libera.

La Teologia quindi, lungi dall'essere irrilevante nelle questioni politiche, sociali ed economiche, come gli economisti hanno preteso che essa fosse stata negli ultimi 50 anni, ha determinato delle notevoli conseguenze. Infatti, al fine di mettere le mie argomentazioni il più possibile in stridente contrasto con quelle dei laicisti, la metterò in questo modo: A meno che non si abbia una mentalità celeste, non si sarà di alcun bene sulla terra.

Con il crescere del numero di Americani che aderiscono a credi anti- o sub-Cristiani, le libertà degli americani sono diminuite. Ed è possibile individuare questo fenomeno osservando le cifre dell'appartenenza alle chiese nel diciannovesimo e ventesimo secolo, e anche notando come le chiese stesse abbiano abbandonato la teologia dei primi duecento anni d'America.

Che ci piaccia o no, le libertà religiose, politiche ed economiche, dipendono da un determinato insieme di idee e, quando queste idee non vengono più tenute in conto dalla maggior parte della popolazione, è solo questione di tempo prima che quelle stesse libertà scompaiano.

James Madison, studente del ministro presbiteriano John Witherspoon a Princeton e architetto della Costituzione, scrisse:

"Noi abbiamo scommesso il futuro della civiltà americana non sul potere del governo, lungi da noi! Noi abbiamo scommesso il futuro... sulla capacità di ciascuno e di tutti noi di governare noi stessi, di controllare noi stessi, di sostenere noi stessi secondo i Dieci Comandamenti di Dio".

E, ovviamente, nessuno di noi ha la capacità di obbedire anche a uno solo dei Comandamenti, anche solo nel campo del vivere civico, senza l’ausilio della potenza di Dio.

Nonostante quello che dicono i sondaggi, la maggior parte degli Americani non crede nel Dio della Bibbia. Qualunque risposta diano quando vengono incalzati da qualche sondaggista, essi vivono le loro vite come se Dio non esistesse. Ora, a meno che la gente creda alla teologia che sta dietro ai Dieci Comandamenti, i Comandamenti stessi non significano più nulla. Essi sono considerati semplicemente come dieci suggerimenti offerti da qualche allevatore nomade o da una divinità tribale.

Conclusione

A questo punto, sono in grado di raccogliere questi argomenti con questa conclusione.

Primo: la moderna libertà e civiltà, come noi l’abbiamo conosciuta, esiste principalmente a causa delle idee avanzate dai Riformatori Protestanti nel sedicesimo secolo.

Secondo: Non abbiamo alcuna evidenza storica di qualunque altra costellazione di idee capace di creare libertà e civiltà.

Terzo: Chiese, scuole e aziende, nel ventesimo secolo, non hanno alcun intendimento dei principi sui quali la libertà e la civiltà sono stati fondati e, di fatto, sono ostili a quei principi.

Quarto: I tentativi di libertari, conservatori e liberali classici di salvaguardare la libertà nei 50 anni trascorsi, sono miseramente falliti perché essi non erano stati basati su alcuna corretta comprensione delle precondizioni teologiche e filosofiche per la libertà e la civiltà.

Quinto: Molti conservatori, libertari e liberali classici si oppongono alle idee della Riforma Protestante. Vogliono i frutti della Riforma - libertà e civilizzazione - ma rigettano la radice della libertà e della civilizzazione: il Cristianesimo Biblico.

Sesto: libertà e Cristianesimo sono un pacchetto unico. Nelle parole di Cristo stesso: "Se voi dimorate nella mia Parola, siete veramente miei discepoli, e conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" - "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose " - le cose che chiamiamo libertà, prosperità e civiltà Occidentale - "vi saranno sopraggiunte".

John W. Robbins (1948-2008), filosofo, economista e teologo, è stato assieme a Gary North tra i primi collaboratori di Ron Paul al Congresso americano, e in seguito capo del suo staff. È stato direttore della rivista The Freeman.


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venerdì 3 aprile 2015

Gesù di Nazareth, Nemico dello Stato, Giustiziato per Tradimento.

di Jerry Bowyer

Gesù di Nazareth è stato giustiziato oggi per ordine dello Stato Romano. Modalità di esecuzione: Crocifissione. L'accusa secondo la legge Romana era di tradimento e secondo la legge Erodiana di bestemmia contro il Tempio. L'evidenza contro questo anarchico era così schiacciante che le autorità, sia dello Stato Romano sia del Regno di Erode, sono state concordi per l'arresto e la condanna, dopo averlo sottoposto a processo in entrambe le corti. E in un raro moto spontaneo di giustizia collettiva, persino le masse del popolo che si erano radunate per la Pasqua hanno invocato la sua condanna. Le turbe hanno ribadito la loro lealtà allo stato, proclamando “Noi non abbiamo altro re che Cesare”.

L'esecuzione di venerdì ha messo fine a una carriera di agitatore anti-governativo, costellata da una lunga serie di reati. La famiglia era in possesso di registrazioni genealogiche falsificate, illegali, non autorizzate, secondo le quali Gesù era di lignaggio reale, soverchiando così la legittima pretesa al trono di Erode. La calunnia propagandata tra il popolo che insinua che il Re sia Idumeo e non Giudeo, ha rattristato profondamente il Re, il quale sdegnato ha denunciato il fatto che poco dopo l'ascesa al potere di suo padre, i documenti comprovanti la sua legittima discendenza sono andati distrutti in un misterioso incendio, appiccato quasi certamente da cospiratori anti-governativi.

Persino da bambino Gesù fu riconosciuto come nemico dello stato e condannato a morte dal predecessore del Re attuale, Erode il Grande. Agenti sovversivi stranieri mentirono al re, e con il loro aiuto Gesù e la sua famiglia sfuggirono ai legittimi ordini dell'autorità statale, emigrando illegalmente in Egitto, dove rimasero nascosti fino alla morte del re. In seguito è risaputo che siano rientrati illegalmente in Israele, dove si stabilirono in Galilea, in prossimità del confine del regno, al sicuro lontani dalla sollecita giustizia della capitale.

Gesù, che viene anche proditoriamente chiamato Il Cristo dai suoi seguaci, intraprese una carriera pubblica all'incirca tre anni fa, con l'ausilio di suo cugino Giovanni, il quale fu giustiziato dallo stato per oltraggio a pubblico ufficiale, nella figura del Re.

La carriera criminale di Gesù comprende pubbliche ingiurie al re (chiamato ad esempio “volpe”), con questo sottintendendo che lo stato Romano fosse sottoposto a Dio e non il viceversa come è noto che sia, corruzione di pubblici ufficiali nelle figure di almeno un esattore delle tasse e un membro del Sinedrio, per di più intimandogli/incoraggiandoli a restituire ricchezza a persone dalle quali era stata legittimamente riscossa mediante tassazione. È stato inoltre riconosciuto colpevole di una serie di atti che mettevano subdolamente in discussione la legittimità di organi dello stato come il Tempio di Erode. Per esempio, egli offrì ai peccatori perdono e comunione con Dio, infrangendo il monopolio Templare dell'espiazione e del perdono pubblici. Non bastasse questo, egli ha illegalmente oltrepassato la soglia della proprietà statale e interferito con le operazioni autorizzate dallo stato dei cambiavalute, che stavano regolarmente operando con il permesso dei funzionari nominati dal re, e ai tassi di cambio stabiliti dallo stato.

Egli è stato in grado per un certo tempo a sfuggire all'arresto grazie alla tattica di camuffare abilmente la sua propaganda anti-governativa sotto le mentite spoglie di risposte sibilline, suggestive ma ambigue analogie, e aforismi disorientanti, con i quali è riuscito a raccogliere un seguito senza però dare una chiara evidenza delle sue opinioni sovversive. Ma la sua propaganda anti-governativa ha dovuto alla fine diventare palese: predicendo la distruzione del Tempio di Erode, e addirittura negandone la legittimità, dichiarandolo “desolato”.

La sua esecuzione è stata rapida e crudele, e i suoi discepoli sono stati dispersi. Le autorità confidano che il suo nome sarà presto dimenticato, mentre Roma, la Città Eterna, dimorerà imperitura. Il tempio edificato sul potere dello stato Romano, e la regalità Erodiana dureranno per sempre. Le autorità riassicurano il popolo che la punizione ultima sulla quale tutto il potere statale è fondato, la morte, sarà l'ultima parola pronunciata su questo breve episodio nella storia Romana.


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